Bonifica fossi
INTERVENTI SU VENTI FOSSI ELBANI, 340 MILA EURO AD APRILE SARANNO EMESSE NUOVE CONTRIBUENZE PER 2 MILIONI. ALESSI SUI RICORSI: "E' LA LEGGE REGIONALE CHE CI ASSEGNA QUESTO COMPITO"
La Comunità Montana dell’Arcipelago Toscano svolge funzione di consorzio di bonifica. Copre un reticolo idraulico lungo 627 km, su una superficie di 26.379 Kmq. Quarantaquattro gli interventi previsti, di cui 19 già effettuati o in corso di realizzazione. Spesso mirati a risolvere situazioni di emergenza. Sono finanziati con i tributi di bonifica del 2006, ma anche dalla regione Toscana. Le spese dei lavori già eseguiti (circa 140 mila euro) sono stati anticipati dalla Comunità Montana. L’importo per il completamento di tutti gli interventi si aggira intorno ai 340 mila euro, e già dal mese di aprile l’ente procederà all’emissione delle contribuenze, che dovrebbe far entrare nelle casse della Comunità Montana qualcosa come 2 milioni di euro l’anno.
Il contributo richiesto - che andrà in un bilancio a parte approvato dalla conferenza dei sindaci - si riferisce al triennio 2006/2008. Per i primi due anni la Comunità Montana ha deciso di far pagare solo il 60 per cento dell’intero importo. “Dall’atto in cui la Regione ci ha affidato questi compiti, ottobre 2006 - spiega il presidente della Comunità Montana, Danilo Alessi - senza ancora avere alcun contributo da parte dei cittadini, abbiamo avviato i lavori che hanno consentito di avere degli interventi su circa 20 fossi, abbiamo presentato un dossier fotografico per mostrare anche la differenza dal punto di vista anche ambientale che si determina con questo tipo di interventi. Ora ne abbiamo programmati altrettanti, portando avanti un discorso concordato con i comuni attraverso priorità indicate dalla conferenza dei comuni tenendo conto della pericolosità dei fossi stessi. Siamo quindi da questo punto di vista abbastanza soddisfatti del lavoro fatto anche grazie ad un intervento professionalmente qualificato dei nostri operai e dei nostri tecnici”.
Ci sono state anche molte polemiche sulla legittimità di questi ributi, e si annunciano ricorsi. “Noi - risponde Alessi - siamo delegati dalla Regione perché il territorio coincide con quegli che sono gli ambiti territoriali del comprensorio e quindi svolgiamo funzione di consorzio. Questa legge che viene attuata da diversi anni su tutto il territorio regionale e riteniamo di dover coerentemente farci carico di quelle che sono le normative e le indicazioni previste dalla legge. Se dei cittadini ritengono, legittimamente, di ricorrere lo accettiamo, ma riteniamo di aver fatto le cose secondo la normativa".
Il contributo richiesto - che andrà in un bilancio a parte approvato dalla conferenza dei sindaci - si riferisce al triennio 2006/2008. Per i primi due anni la Comunità Montana ha deciso di far pagare solo il 60 per cento dell’intero importo. “Dall’atto in cui la Regione ci ha affidato questi compiti, ottobre 2006 - spiega il presidente della Comunità Montana, Danilo Alessi - senza ancora avere alcun contributo da parte dei cittadini, abbiamo avviato i lavori che hanno consentito di avere degli interventi su circa 20 fossi, abbiamo presentato un dossier fotografico per mostrare anche la differenza dal punto di vista anche ambientale che si determina con questo tipo di interventi. Ora ne abbiamo programmati altrettanti, portando avanti un discorso concordato con i comuni attraverso priorità indicate dalla conferenza dei comuni tenendo conto della pericolosità dei fossi stessi. Siamo quindi da questo punto di vista abbastanza soddisfatti del lavoro fatto anche grazie ad un intervento professionalmente qualificato dei nostri operai e dei nostri tecnici”.
Ci sono state anche molte polemiche sulla legittimità di questi ributi, e si annunciano ricorsi. “Noi - risponde Alessi - siamo delegati dalla Regione perché il territorio coincide con quegli che sono gli ambiti territoriali del comprensorio e quindi svolgiamo funzione di consorzio. Questa legge che viene attuata da diversi anni su tutto il territorio regionale e riteniamo di dover coerentemente farci carico di quelle che sono le normative e le indicazioni previste dalla legge. Se dei cittadini ritengono, legittimamente, di ricorrere lo accettiamo, ma riteniamo di aver fatto le cose secondo la normativa".

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